• Nicole

NPF e lavoro

Articolo scritto da Davide B.


E ormai da molti anni che nel gruppo ci chiedete se chi è affetto da NPF può svolgere un attività lavorativa degna di questo nome e che consenta di mantenersi, tuttavia, spesso e volentieri, non siamo in grado di rispondere esaustivamente a questa domanda, o almeno non riusciamo a farlo in un post singolo o nei commenti, questo perché l’argomento in questione è piuttosto complesso da articolare e descrivere, perciò ho deciso di parlarvene in un articolo scritto, forma di comunicazione che scelgo non a caso visto che, data la complessità dell’argomento, non potevo nemmeno illustrare il tutto in video, in quanto anche un documentario sarebbe durato ben più di un ora e avrebbe richiesto troppo tempo e sforzi, che per noi con NPF è sempre e comunque meglio evitare.


Fatta questa premessa, partiamo!


Qual’è la domanda più comune che ci fate riguardo il lavoro?

Semplicemente:

Si può lavorare con la NPF?

La risposta è…. NI

Dipende dai casi, infatti come ben sapete nessuna NPF è uguale all’altra.


Ci sono forme gravi e per fortuna anche forme meno gravi, nonché cause scatenanti più o meno invalidanti, oltre a ciò, va valutato anche lo stato psicofisico di chi ne è affetto, la tolleranza che il paziente ha nei confronti dei farmaci, quindi la possibilità di curarsi più o meno efficacemente, nonché il sesso, il peso, il tipo di fisico, il contesto sociale nel quale si vive e lavora, il tipo di lavoro che si intende svolgere ecc ecc.


Insomma, la risposta si basa su un infinità di variabili, quindi non può certo essere universale.


È ahimè necessario valutare la condizione di ogni singolo individuo che si pone questa domanda per comprendere se quest’ultimo sia in grado di svolgere una specifica attività lavorativa.


Oltre a ciò, bisogna tenere conto di un ulteriore fattore, a mio avviso tra i più importanti, che risiede nel fatto che molti medici, da sempre, sconsigliano attività che comportino uno sforzo fisico importante a chi ha NPF, anche in forma lieve, questo perché sforzarsi troppo o comunque svolgere attività usuranti può, anche in un breve lasso di tempo, fare si che la NPF, o la patologia che l’ha causata, peggiorino fino a condurre il paziente a uno stato di invalidità ben peggiore di quello iniziale, che in futuro potrebbe impedirgli di svolgere anche la minima attività lavorativa, quindi attenzione!


Accettare un lavoro qualsiasi, magari pesante, solo per necessità economica, può tranquillamente esser deleterio nel lungo termine, e forse, specie per chi non ha aiuti esterni al proprio nucleo familiare, sarebbe meglio evitare di intraprendere un attività lavorativa usurante, questo on d’evitare di rimanere impossibilitati a svolgere ogni qualsivoglia attività lavorativa in futuro.


In sostanza, le parole d’ordine dovrebbero essere buon senso e non strafare!


Personalmente, ma e una mia opinione, sconsiglierei a chiunque abbia NPF di svolgere ogni qualsivoglia attività lavorativa che comporti uno sforzo fisico più grande dello spostare una bottiglia d’acqua da 2 litri, tuttavia so bene che questo non è possibile, non nel 2022 e non nella nostra Italia, nazione che non prevede alcun aiuto per chi ha la nostra patologia, tuttavia mi permetterò oggi di azzardare alcuni consigli per limitare eventuali danni.


• Non fare sforzi importanti

• Evitare di lavorare per troppe ore di fila

• Non sollevare pesi importanti

• Fare spesso delle pause

• Non accumulare stress

• Assumere antiossidanti e neurotrofici sotto controllo medico per prevenire eventuali problematiche


Ovviamente non è tutto qui, infatti questa lista rappresenta la base per salvaguardare la propria salute e in realtà ci sarebbe molto altro da fare, tuttavia sono certo che ognuno di voi, usando il buon senso, ci arriverà da solo, Il tutto valutando la propria condizione e ciò che è meglio per lui.


Citerò ora un'altra domanda che ci fate

Ma per chi ha NPF sono previste agevolazioni o collocamento a mansioni meno faticose sul posto di lavoro?


Semplicemente, per la sola NPF, la risposta è no, tuttavia, se avete altre patologie, potreste usare quelle per ottenere agevolazioni dal punto di vista delle mansioni lavorative da svolgere.


Altra domanda che spesso ci fate è la seguente:

Non ce la faccio a lavorare, ma se non lavoro non posso pagare le bollette perché non ho nessuno, come posso fare?


Eh… bella domanda mi viene da dire quando la sento.

Come ho già accennato nella prima parte dell’articolo, on Italia non sono previsti aiuti economici di alcun tipo per chi ha NPF, e questa patologia non è nemmeno tabellata nella lista delle così dette “malattie invalidanti” stilata nell’ormai lontano 1992 da alcuni “amici” dell’INPS, quindi non ci è assicurato nemmeno il misero assegnino di invalidità che ammonta a 300 miseri euro… Tuttavia si può comunque tentare la sorte e fare comunque domanda di invalidità per avere almeno quei pochi spiccioli, magari allegando tutta la propria documentazione sanitaria per cercare di ottenere almeno il vergognoso e misero sussidio di cui parlavo poc’anzi.


Purtroppo c’è poco altro che si può fare per risolvere questo problema qualora non siate in grado di lavorare, e con poc’altro mi riferisco alle poche misure di sostegno alla povertà che lo stato mette a disposizione dei meno abbienti, misure che però dubito siano sufficienti al sostentamento di persone come noi, che spesso e volentieri hanno esigenze sanitarie costose e incompatibili con i pochi spiccioli che passa lo stato.


In sostanza, il mondo del lavoro, che già è difficilmente accessibile ai “normali” talvolta potrebbe rivelarsi addirittura irraggiungibile per noi NPF, e questa è una faccenda che spero lo stato e il nostro sistema sanitario decida di affrontare il prima possibile

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